29 gennaio 2025

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BCE: la prossima fase sarà una discussione sul tasso neutrale

Maryse Pogodzinski, Economista

L’indagine della BCE (*) sulle condizioni del credito nel quarto trimestre del 2024 nell’area euro, pubblicata oggi, evidenzia un nuovo irrigidimento dei criteri di concessione dei prestiti alle imprese dopo un miglioramento continuo nel corso dell’ultimo anno (cfr. Grafico 1). La prudenza delle banche nell’erogazione del credito è spiegata dall’aumento dei rischi percepiti legati alle prospettive economiche e da una ridotta propensione al rischio. Al contempo, le condizioni di concessione dei prestiti alle famiglie sono rimaste sostanzialmente invariate dopo tre trimestri di allentamento. La domanda di credito da parte delle imprese ha continuato a crescere leggermente nel quarto trimestre del 2024, ma resta debole, mentre quella delle famiglie si mantiene sostenuta.

Nel dettaglio, l’indagine mostra che le condizioni di offerta del credito alle imprese si sono irrigidite in Francia e Germania nel quarto trimestre, mentre si sono allentate in Italia. Diversi fattori spiegano questa prudenza, tra cui la minore tolleranza al rischio, le prospettive economiche e la maggiore incertezza politica in Francia e Germania. Le banche prevedono un ulteriore irrigidimento nel primo trimestre del 2025.

Per quanto riguarda le famiglie, le banche segnalano condizioni invariate per i mutui immobiliari, ma un nuovo irrigidimento per il credito al consumo. La concorrenza tra istituti bancari ha favorito le condizioni per i prestiti destinati all’acquisto di abitazioni, mentre la minore tolleranza al rischio e la percezione di maggiori rischi hanno contribuito a rendere più severi i criteri di concessione. Come già osservato in precedenza, il miglioramento è stato trainato soprattutto dalla Francia per il quarto trimestre consecutivo. Le banche prevedono un irrigidimento delle condizioni di credito alle famiglie nel primo trimestre del 2025.

Sul fronte della domanda, le banche riportano un lieve aumento della domanda netta di prestiti da parte delle imprese nel quarto trimestre del 2024, principalmente sostenuta dal calo dei tassi d’interesse (cfr. Grafico 2). Tuttavia, la domanda rimane contenuta e riflette la persistente debolezza economica, in particolare nei settori ad alta intensità di investimenti. Alcune banche citano inoltre le incertezze economiche e geopolitiche come fattori che frenano la domanda di credito delle imprese. Si osservano forti divergenze tra i Paesi: la domanda di prestiti è in crescita in Germania, Spagna e Italia, mentre è in netto calo in Francia. Le banche prevedono una domanda complessivamente stabile nel primo trimestre del 2025.

Per quanto riguarda le famiglie, la domanda di mutui immobiliari ha continuato ad aumentare in maniera significativa, anch’essa principalmente grazie alla riduzione dei tassi d’interesse. Tale aumento della domanda è stato diffuso in tutti i Paesi dell’area euro. Le banche si attendono un’ulteriore crescita della domanda nel primo trimestre del 2025.

Nel complesso, i risultati dell’indagine di gennaio indicano che il recente allentamento della politica monetaria non si è ancora pienamente trasmesso alle condizioni bancarie (cfr. Grafici 3 e 4): l’incertezza economica e politica continua a influenzare la propensione delle banche a concedere credito e la domanda resta debole. Questi risultati riflettono pertanto l’atteggiamento prudente degli istituti bancari e saranno senza dubbio oggetto di discussione nella prossima riunione del Consiglio direttivo della BCE (giovedì). Ricordiamo che la BCE è molto probabilmente destinata a ridurre ulteriormente il carattere restrittivo della propria politica monetaria di 25 punti base, portando il tasso sui depositi al 2,75%.

(*) Indagine della BCE condotta tra il 10 dicembre 2024 e il 7 gennaio 2025 (155 banche intervistate, con un tasso di risposta del 99%).

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