In linea con il nostro scenario centrale, la BCE ha aumentato i tassi di riferimento di 25 basis point, lasciando i tassi di rifinanziamento, di finanziamento e di deposito rispettivamente al 4,50%, al 4,75% e al 4,00%.
![[Maryse Pogodzinski, Economista]](https://gamprodcdn-ehdqgbh2becugyff.a03.azurefd.net/cmsmedia/data/shared/imageFolder/img5035-1-1-265x353-c61fe97221e46fa225cfe8c33dccfe30728bbccd.jpeg)
La BCE mantiene il suo atteggiamento “data dependent” ma, “sulla base della sua attuale valutazione… i tassi hanno raggiunto livelli che, se mantenuti per un periodo sufficientemente lungo, contribuiranno in modo significativo a riportare l’inflazione verso il target”. In altre parole, la BCE annuncia una “pausa”, che in teoria potrebbe essere lunga e non assicura che questo sia il livello terminale.
Secondo le proiezioni macroeconomiche di settembre, a causa della maggiore crescita dei prezzi dell’energia, l’inflazione complessiva sarà più alta nel 2023 e nel 2024. La pressione sull’inflazione core rimane forte anche se la BCE ha rivisto leggermente al ribasso le proiezioni per il 2024 e il 2025 (cfr. tabella seguente).
Le proiezioni di crescita sono state riviste al ribasso nel 2023 a causa dell’impatto della stretta monetaria sulla domanda interna e del rallentamento del commercio mondiale. La proiezione di crescita per il 2024 è influenzata da un effetto base negativo mentre, le stime di crescita e inflazione per il 2025 hanno subito poche variazioni.