07 marzo 2025

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Cina: l’obiettivo di crescita di circa il 5% nel 2025

Thuy Van Pham
Thuy Van Pham, Economista

La sessione annuale dell’Assemblea Nazionale del Popolo, il Parlamento cinese, si è aperta oggi. In questa occasione, il governo del Primo Ministro Li Qiang presenta, da un lato, il rapporto sulle attività svolte nel 2024 e, dall’altro, illustra gli aspetti principali della politica economica prevista per il 2025.

Nel complesso, sono emerse poche sorprese (si veda la tabella seguente). Il Primo Ministro ha ribadito l’obiettivo di crescita annuale di circa il 5% per quest’anno. Ha tuttavia riconosciuto che il raggiungimento di tale obiettivo sarà difficile nel contesto macroeconomico attuale. A livello globale, infatti, «trasformazioni senza precedenti in un secolo» hanno subito un’accelerazione. L’economia si trova ora ad affrontare un «contesto esterno sempre più complesso e severo» che «potrebbe avere un impatto maggiore sulla Cina in settori quali il commercio, la scienza e la tecnologia». Anche sul fronte interno, «le basi della ripresa e della crescita economica sostenibile della Cina non sono ancora sufficientemente solide. La domanda effettiva rimane debole e, in particolare, i consumi continuano a mostrare scarsa dinamica».

In questo contesto, la tabella di marcia si articola su diversi fronti. La domanda interna diventa il «motore» e il «punto di ancoraggio» della crescita. Tra le altre priorità strategiche e leve d’azione figurano: lo sviluppo e la modernizzazione dell’industria, la promozione dell’istruzione e dell’innovazione, l’attuazione di riforme strutturali, l’ampliamento dell’apertura dei mercati e la prevenzione dei rischi in settori chiave come il mercato immobiliare, il debito degli enti locali e i rischi legati alle piccole banche regionali.

Per rafforzare la domanda interna, la Cina metterà in campo:

Una politica fiscale «più incisiva ed efficace», che include:

  • Un deficit di bilancio fissato al 4% del PIL (rispetto al limite convenzionale del 3% del PIL adottato finora).
  • Una quota di emissione di titoli di Stato ultra-lunghi pari a 1.300 miliardi di yuan (contro 1.000 miliardi nel 2024), di cui 300 miliardi destinati all’ampliamento dei programmi di rinnovo dei beni di consumo e circa 100 miliardi alle spese per pensioni e sanità.
  • L’emissione di obbligazioni speciali da parte dei governi locali per un ammontare di 4.400 miliardi di yuan (contro 3.900 miliardi nel 2024).

Una politica monetaria moderatamente accomodante e flessibile, con future riduzioni dei tassi d’interesse e dei coefficienti di riserva obbligatoria per gli istituti bancari.

Misure di sostegno volte a migliorare le condizioni di vita e il benessere della popolazione, tra cui «misure mirate» riguardanti le festività, i negozi duty-free e i consumi provenienti dall’estero. Tuttavia, non sono stati forniti dettagli né un calendario preciso riguardo ai «diversi strumenti» destinati ad aumentare il reddito delle famiglie a basso reddito o a rafforzare il sistema di protezione sociale.

Il discorso di Li Qiang e gli annunci odierni dimostrano che le autorità sono consapevoli dei rischi che l’economia cinese dovrà affrontare. Il messaggio è chiaro: di fronte alle pressioni al ribasso sulla crescita (conflitti commerciali e debolezza della domanda interna), Pechino è pronta a sostenere l’economia. Mantenendo l’obiettivo di crescita annuale intorno al 5% per il 2025, le autorità esprimono fiducia nella loro capacità di guidare e gestire con successo l’evoluzione economica.

Tuttavia, restiamo prudenti riguardo alla traiettoria della crescita di quest’anno. Anche con un mix di politiche così proattivo, il raggiungimento del 5% rimane discutibile. Nel 2024, conseguire questo obiettivo è stato difficile ed è stato possibile soltanto grazie alle esportazioni e alle misure di stimolo introdotte tardivamente in autunno. Quest’anno i fattori esterni avversi sono ancora più marcati. La guerra commerciale con Washington si è intensificata. Sebbene la Cina sia meglio preparata, i nuovi dazi introdotti dall’amministrazione Trump generano ulteriore incertezza, penalizzando il clima degli affari. Ciò avviene in un momento delicato, in cui le autorità faticano ad attuare misure sostanziali per affrontare le debolezze strutturali e ridurre il risparmio precauzionale.

In questo contesto, manteniamo il nostro scenario di un graduale rallentamento dell’attività economica. La crescita dovrebbe attestarsi intorno al 4,5% nel 2025, dopo il 5% registrato nel 2024.

Cina: principali obiettivi annuali del governo

Indicatore20242025
Crescita del PIL~5%~5%
Inflazione~3%~2%
Tasso di disoccupazione~5,5%~5,5%
Deficit fiscale (governo centrale)3%4%
Quota di emissione di obbligazioni del governo centrale1.000 miliardi di CNY1.300 miliardi di CNY
Quota di emissione di obbligazioni speciali dei governi locali3.900 miliardi di CNY4.400 miliardi di CNY
Crescita della spesa per la difesa+7,2%+7,2%

Fonte: Rapporto sull’attività del Governo, 2024-2025

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