20 marzo 2025

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Fed: un orientamento sempre più marcato verso l’occupazione rispetto all’inflazione

Christophe Morel
Christophe Morel, Chief Economist

1. La Fed: un orientamento sempre più marcato verso l’occupazione rispetto all’inflazione

La Fed ha mantenuto il proprio intervallo obiettivo per i tassi d’interesse al 4,25%-4,50%. Tuttavia, ha annunciato un rallentamento della riduzione delle proprie detenzioni di Treasury, passando da 25 miliardi di dollari a 5 miliardi di dollari al mese, mantenendo invariato il ritmo di riduzione delle detenzioni di MBS (Mortgage-Backed Securities) a 35 miliardi di dollari al mese. J. Powell ha giustificato questo rallentamento richiamando le tensioni monetarie emerse soprattutto alla fine di ogni trimestre, suggerendo che il bilancio della Fed si stia avvicinando alla dimensione obiettivo (Grafici 1 e 2).

Fonte: Bloomberg – Elaborazioni: Groupama AM

2. Inoltre, la Fed ha rivisto al ribasso le proprie previsioni di crescita per il 2025 di 0,4 punti percentuali e ha aumentato quasi nella stessa misura (+0,3 punti) la stima dell’inflazione core.

Questo effetto “a forbice” le consente di mantenere il proprio scenario centrale di due tagli dei tassi nel 2025. Tuttavia, nella sua comunicazione, la Fed ha posto maggiore enfasi sull’occupazione che sull’inflazione:

a. Per quasi tutti i banchieri centrali, i rischi sono ora orientati al ribasso per la crescita e al rialzo per la disoccupazione. La Fed ha dichiarato di monitorare “attentamente i segnali di indebolimento del mercato del lavoro” nonché le condizioni finanziarie, con un riferimento implicito ai mercati azionari.

b. Durante la conferenza stampa, J. Powell ha sottolineato che l’aumento dei dazi doganali dovrebbe avere, in linea di principio, un impatto transitorio sull’inflazione. Ancora più importante, ha minimizzato il recente aumento delle aspettative d’inflazione rilevate dall’indagine dell’Università del Michigan (Grafico 3).

Fonte: Bloomberg – Elaborazioni: Groupama AM

3. Il messaggio principale di J. Powell è che l’incertezza rimane estremamente elevata e che è necessario attendere una maggiore visibilità prima di modificare la politica monetaria.

Ma che cosa sta aspettando esattamente la Fed? Powell ha chiaramente ridimensionato l’importanza delle indagini qualitative (soft data), che recentemente si sono rivelate troppo pessimistiche rispetto alla realtà economica. La Fed adatterà la propria politica monetaria soltanto in risposta ai dati effettivi (hard data). Sulla base delle dichiarazioni di Powell durante la conferenza stampa, riteniamo che gli indicatori ai quali la Fed attribuirà maggiore importanza nelle prossime settimane siano i seguenti:

a. Occupazione: il rapporto tra licenziamenti e assunzioni contenuto nel JOLTS Report (Grafico 4), con particolare attenzione al tasso di licenziamento, poiché un suo aumento potrebbe “tradursi rapidamente in un incremento del tasso di disoccupazione”. La Fed monitorerà inoltre con attenzione i rapporti mensili sull’occupazione (Employment Reports) e le richieste settimanali di sussidio di disoccupazione. Stimiamo che la soglia critica per la creazione o distruzione netta di posti di lavoro sia intorno a 270.000 unità (Grafico 5).

b. Inflazione: il dato più rilevante riguarda l’evoluzione dei prezzi dei beni, che dovrebbe riflettere l’impatto dei recenti aumenti dei dazi doganali (Grafico 6).

FED

Fonte: Bloomberg – Elaborazioni: Groupama AM.

4. Conclusioni

In conclusione, l’enfasi posta dalla Fed sui dati relativi all’occupazione e la sua disponibilità a descrivere nuovamente l’inflazione come un fenomeno “transitorio” riflettono una chiara inclinazione a favore dell’argomento della crescita. Le richieste settimanali di sussidio di disoccupazione, il JOLTS Report e gli Employment Reports saranno quindi i principali fattori in grado di influenzare i mercati. Le nostre previsioni aggiornate su crescita e inflazione saranno pubblicate la prossima settimana e terranno conto della fase di rallentamento temporaneo (air pocket) che abbiamo individuato nell’economia statunitense. La questione non è più se i tassi verranno tagliati, bensì di quanto. Annunciando che il proprio bilancio si sta avvicinando alla dimensione obiettivo, la Fed segnala inoltre di essere pronta a riattivare lo strumento del quantitative easing qualora si verificasse una forte correzione dei mercati azionari.

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