19 marzo 2025

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Giappone: la Bank of Japan non ha alcuna fretta di aumentare nuovamente i tassi di interesse

Thuy Van Pham
Thuy Van Pham, Economista

Giappone: la Bank of Japan non ha alcuna fretta di aumentare nuovamente i tassi di interesse

La Bank of Japan (BoJ) ha annunciato che manterrà il proprio tasso di riferimento allo 0,50% al termine della riunione del 18-19 marzo 2025. La decisione, approvata all’unanimità, fa seguito all’aumento di 25 punti base attuato a gennaio.

Le dichiarazioni ufficiali riflettono un atteggiamento prudente da parte delle autorità monetarie. Sebbene la BoJ non abbia modificato la propria valutazione sulla crescita e sull’inflazione rispetto alla riunione precedente e abbia ribadito l’intenzione di proseguire il processo di normalizzazione della politica monetaria, l’istituto non sembra avere fretta di aumentare nuovamente i tassi. Tale cautela è dovuta principalmente ai rischi che gravano sull’economia nazionale:

Incertezze legate alla politica commerciale degli Stati Uniti: durante la conferenza stampa, il governatore Ueda ha più volte sottolineato la questione dell’aumento dei dazi doganali e dei “venti contrari” provenienti dall’esterno. In questo contesto, la BoJ intende prendersi il tempo necessario per valutare l’evoluzione di tali misure e analizzarne l’impatto sulla ripresa economica del Giappone. La sua prudenza è rafforzata dal fatto che le misure commerciali statunitensi hanno contribuito ad aumentare la volatilità dei mercati finanziari.

Aumento del costo della vita ed evoluzione dei consumi privati: la BoJ ritiene che i consumi delle famiglie restino deboli, in particolare per quanto riguarda i prodotti alimentari e i beni non durevoli, a causa dell’incremento del costo della vita. A gennaio, i prezzi al consumo sono aumentati del 4% su base annua, ben al di sopra dell’obiettivo del 2% fissato dalla BoJ (cfr. grafico 1). Questo aumento è dovuto principalmente all’impennata dei prezzi dei cereali e dell’energia (+72% per il riso). Il governatore Ueda ha osservato che «il prolungato aumento del prezzo del riso implica che il rischio di un impatto sulle aspettative di inflazione e sul sentiment dei consumatori non è trascurabile». Di conseguenza, la BoJ deve rimanere vigile, «monitorare attentamente tali rischi» e «non aumenterà i tassi quando l’economia si troverà in una situazione molto difficile». La banca centrale punta ora sugli aumenti salariali per sostenere un «circolo virtuoso». I primi risultati delle negoziazioni salariali primaverili indicano incrementi «potenzialmente superiori alle attese».

Riconosciamo il rischio di un rallentamento economico nel primo trimestre del 2025, determinato dal deterioramento del potere d’acquisto (a causa dell’accelerazione dell’inflazione) e dall’incertezza legata al commercio internazionale. Questo ci ha portato a rivedere al ribasso la nostra previsione di crescita annua del PIL giapponese, dall’1,5% all’1,2% per l’anno fiscale. Tuttavia, continuiamo a essere fiduciosi nella dinamica prezzi-salari. I risultati dello Shuntō, il ciclo di negoziazioni salariali primaverili nelle grandi imprese, risultano incoraggianti (cfr. grafico 2). Questa crescita dei salari, associata a un’inflazione elevata, potrebbe esercitare ulteriori pressioni al rialzo sui prezzi nei prossimi mesi.

In questo contesto, il ciclo di irrigidimento monetario della BoJ non è concluso. L’attuale politica monetaria resta infatti lontana dalla cosiddetta «zona neutrale» (stimata tra l’1% e il 2,5%). Pertanto, l’evoluzione dei salari e il loro impatto sui prezzi e sui consumi saranno fattori determinanti per stabilire il calendario della prossima mossa della BoJ. La ripresa delle pressioni inflazionistiche e il deprezzamento dello yen potrebbero spingere la banca centrale ad agire nel secondo trimestre. Tuttavia, diversi elementi potrebbero rinviare il prossimo rialzo dei tassi alla riunione del 30-31 luglio, tra cui: l’arrivo di nuovi membri con diritto di voto nel Consiglio di politica monetaria ad aprile, l’entrata in vigore dei nuovi dazi statunitensi prevista per il 2 aprile e le importanti elezioni in programma il 20 luglio.

Qualunque sia il momento scelto, il nostro scenario di politica monetaria rimane invariato: la normalizzazione proseguirà con prudenza, con due ulteriori rialzi dei tassi attesi, fino a raggiungere un tasso terminale dell’1% entro la fine del 2025.

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