18 giugno 2025

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Giappone: un rallentamento del QT non implica un rallentamento del ciclo di rialzo dei tassi

Thuy Van Pham
Thuy Van Pham, Economista

La Bank of Japan (BoJ) ha annunciato il mantenimento del tasso di riferimento allo 0,50% al termine della riunione del 16-17 giugno 2025. Si tratta della terza decisione consecutiva di lasciare invariato il tasso, dopo quelle adottate a marzo e a maggio. Parallelamente, la BoJ ha presentato un nuovo piano di riduzione degli acquisti di titoli obbligazionari. A partire da aprile 2026, il ritmo trimestrale della riduzione passerà da 400 miliardi di yen a 200 miliardi di yen. L’attuale ritmo di 400 miliardi di yen per trimestre sarà mantenuto fino al primo trimestre del 2026. La prosecuzione del programma di Quantitative Tightening (QT) oltre il 2027 sarà riesaminata nell’ambito di una nuova revisione della politica monetaria prevista per giugno 2026.

La decisione di mantenere invariato il tasso ufficiale riducendo al contempo il ritmo del QT riflette l’approccio prudente della banca centrale:

  • La BoJ è stata influenzata dalla recente volatilità dei mercati obbligazionari. Ha sottolineato che il rallentamento del QT mira a migliorare il funzionamento del mercato: un irrigidimento troppo rapido delle condizioni monetarie potrebbe aumentare la volatilità e avere conseguenze negative sull’economia. Tuttavia, la banca centrale conserva una certa flessibilità e potrà adeguare le proprie operazioni, ad esempio aumentando gli acquisti di titoli o ricorrendo a operazioni a tasso fisso, qualora i rendimenti dovessero aumentare bruscamente, indipendentemente dal calendario prestabilito.

  • Un QT più graduale non implica necessariamente una pausa nel ciclo di rialzo dei tassi. Il governatore Ueda ha ribadito che la riduzione del bilancio della banca centrale deve essere considerata separatamente dalle decisioni di politica monetaria sui tassi. Poiché le detenzioni di titoli di Stato giapponesi (JGB) della BoJ sono concentrate sulle scadenze più lunghe, un rallentamento del QT dovrebbe incidere principalmente sui rendimenti a lungo termine, con un impatto limitato sulla parte breve della curva. Ueda ha inoltre dichiarato che un aumento dei tassi resta possibile «se l’elevato livello di incertezza non dovesse compromettere le prospettive economiche».

  • La tempistica del prossimo rialzo dei tassi rimane incerta. Sebbene la BoJ non abbia modificato la propria valutazione dell’economia e delle dinamiche dei prezzi, ha posto grande enfasi sull’impatto delle incertezze, definite «più elevate che in passato». Qualsiasi ulteriore inasprimento della politica monetaria dipenderà dal «grado di fiducia» delle autorità nella possibilità di raggiungere in modo duraturo l’obiettivo d’inflazione del 2%. Dopo la riunione, la BoJ è apparsa orientata a prolungare il proprio atteggiamento attendista. L’istituzione ritiene infatti che le aspettative di inflazione non siano ancora solidamente ancorate al 2%. In particolare, resta attenta ai possibili effetti dei dazi commerciali sui bonus invernali e sulle prossime negoziazioni salariali primaverili.

La BoJ appare quindi prudente di fronte ai rischi derivanti dalla politica commerciale degli Stati Uniti. Finché non verrà raggiunto un accordo tra il Giappone e gli Stati Uniti, è probabile che l’attuale orientamento della politica monetaria venga mantenuto. Il tono generale della riunione lascia inoltre intendere un possibile rinvio di ulteriori rialzi dei tassi nel 2026.

Tuttavia, alla luce della recente accelerazione dell’inflazione di fondo e dei rischi al rialzo ad essa associati (forte dinamica salariale, solidità della domanda interna e politica fiscale espansiva), manteniamo il nostro scenario centrale che prevede il proseguimento della normalizzazione della politica monetaria entro la fine del 2025. Tale scenario include due ulteriori rialzi dei tassi, con un tasso terminale pari all’1,00%. La prima occasione per un nuovo aumento potrebbe presentarsi in occasione della riunione del 30-31 luglio, successiva alla sospensione di 90 giorni dei dazi «reciproci» annunciata dagli Stati Uniti. Detto ciò, la probabilità di tale scenario resta limitata, poiché finora non è stato raggiunto alcun compromesso.

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