1. In un mondo in trasformazione, le imprese sono costrette a investire oppure rischiano di non sopravvivere ai cambiamenti in atto. Per questo motivo, la tesi centrale del nostro scenario economico è che queste transizioni (geopolitiche, digitali, ecc.) alimenteranno un ciclo di investimenti duraturo. Tuttavia, l’ipotesi di un nuovo ciclo di investimenti modifica la percezione dei punti di forza e delle debolezze delle economie. La ripartenza simultanea degli investimenti nei Paesi sviluppati mette infatti in luce vantaggi e squilibri che non erano evidenti nel “mondo pre-pandemia”, dominato da pressioni deflazionistiche.
2. I principali punti di forza e di debolezza delle economie statunitense ed europea si presentano come un vero e proprio “gioco di specchi”. Gli Stati Uniti beneficiano di un ecosistema favorevole all’innovazione, ma la scarsità di risparmio li rende dipendenti dai capitali internazionali. Al contrario, l’abbondanza di risparmio privato in Europa rappresenta un vantaggio, mentre la frammentazione dei mercati dei capitali e l’eccesso di regolamentazione ostacolano l’iniziativa privata.
3. Rappresentando quasi un terzo dei consumi mondiali, l’economia statunitense “consuma eccessivamente” rispetto alla sua quota di produzione globale (Grafico 1). Questo eccesso di consumi si traduce in un livello di risparmio insufficiente e in un deficit delle partite correnti (Grafico 2), in contrasto con gli avanzi delle partite correnti registrati in Europa, Giappone e Cina (Grafico 3). La necessità di attrarre risparmio non costituiva un problema per gli Stati Uniti in un contesto globale caratterizzato da sottoinvestimento e abbondante liquidità. Tuttavia, essa diventa una questione cruciale qualora gli investimenti ripartano simultaneamente in tutti i Paesi sviluppati.



Fonte: Bloomberg – Elaborazioni: Groupama AM


