19 giugno 2025

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Regno Unito: l’allentamento delle tensioni sul mercato del lavoro consente di anticipare i tempi verso un allentamento della politica monetaria.

Thuy Van Pham
Thuy Van Pham, Economista

La Banca d’Inghilterra (BoE) ha mantenuto il proprio tasso d’interesse di riferimento al 4,25% al termine della riunione del 19 giugno 2025 (cfr. Grafico 1). La forward guidance rimane invariata: l’istituto continuerà ad adottare un approccio “graduale e prudente” e la politica monetaria dovrà restare “sufficientemente restrittiva per un periodo sufficientemente lungo” al fine di riportare in modo duraturo l’inflazione verso l’obiettivo del 2% nel medio termine.

In assenza della pubblicazione trimestrale del Monetary Policy Report e di una conferenza stampa, la Banca d’Inghilterra (BoE) ha fornito pochi nuovi elementi di valutazione. Tuttavia, il Monetary Policy Committee (MPC) è apparso più accomodante (“dovish”) rispetto alla riunione di maggio. In particolare:

  • La votazione ha mostrato un lieve cambiamento, con Dave Ramsden che si è unito ad Alan Taylor e Swati Dhingra nel sostenere un taglio di 25 punti base. Sei membri hanno preferito mantenere il tasso al 4,25% (contro i sette della riunione di maggio).

  • L’MPC non sembra eccessivamente preoccupato dall’andamento recente dell’inflazione. Sebbene l’indice dei prezzi al consumo sia aumentato del 3,4% su base annua a maggio, ben al di sopra dell’obiettivo del 2% (cfr. Grafico 2), tale incremento era ampiamente previsto, essendo legato ai prezzi regolamentati e ai precedenti aumenti dei prezzi dell’energia. L’evoluzione osservata è risultata in linea con le proiezioni contenute nel Monetary Policy Report di maggio. Le previsioni per la seconda metà dell’anno restano invariate: l’inflazione dovrebbe mantenersi intorno ai livelli attuali prima di tornare gradualmente verso l’obiettivo nel corso del prossimo anno. Il bilancio dei rischi sull’inflazione è considerato neutrale. Sebbene non abbiano avuto un ruolo determinante nella decisione di giugno, le crescenti tensioni in Medio Oriente continueranno a essere monitorate. Al contrario, le pressioni disinflazionistiche risultano più evidenti sul mercato del lavoro.

  • I segnali di indebolimento dell’economia stanno diventando più evidenti. La BoE ha descritto la crescita sottostante del PIL come debole, con le indagini congiunturali che suggeriscono una dinamica prossima alla stagnazione. L’istituzione ha inoltre evidenziato un rallentamento più marcato del mercato del lavoro, caratterizzato da una diminuzione delle offerte di lavoro, da un netto calo del rapporto tra posti vacanti e disoccupazione (cfr. Grafico 3), dalla riduzione dell’occupazione registrata nei dati payroll e dal proseguimento della moderazione salariale, in linea con le previsioni. Inoltre, il Comitato ha indicato i conflitti geopolitici come nuovi fattori di rischio per l’economia.

In conclusione, il mantenimento dello status quo conferma una tendenza comune alla maggior parte delle economie sviluppate: le banche centrali si trovano attualmente in una fase di attesa e osservazione in un contesto caratterizzato da un’elevata incertezza. Tuttavia, nel Regno Unito i tassi d’interesse potrebbero continuare a seguire un “graduale percorso discendente”, secondo le parole del Governatore Bailey. L’indebolimento dei dati economici, in particolare l’allentamento delle tensioni sul mercato del lavoro e il rallentamento delle retribuzioni più rapido del previsto, consente ai responsabili della politica monetaria di proseguire presto il processo di allentamento monetario. Di conseguenza, anticipiamo il calendario di ritorno verso un livello neutrale dei tassi e prevediamo ora due ulteriori riduzioni nel corso dell’anno: -25 punti base nelle riunioni di agosto e novembre, con un tasso terminale del 3,75% entro la fine del 2025.


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