Scenario economico del secondo semestre 2022 : “Stop & Go”

24/06/2022

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Le pressioni inflazionistiche sono in aumento. Le banche centrali saranno costrette ad accelerare la stretta monetaria. Manteniamo la nostra previsione di un netto rallentamento della crescita. Alla luce di tale scenario economico, Groupama AM sta modificando la propria strategia di investimento.

1. Scenario economico: prospettiva di un marcato rallentamento

Per affrontare le sfide strutturali (riscaldamento globale, invecchiamento demografico, ecc.) e accelerare l’indipendenza strategica (difesa, digitale, energia e alimentazione), i Paesi sviluppati stanno adattando il loro modello economico. Questi periodi di transizione sono “per natura” inflazionistici perché richiedono risorse (materie prime, capitale umano) che non esistono ancora in quantità sufficiente. Per questo motivo l’inflazione sarà persistente e i regimi di crescita saranno caratterizzati da un’alternanza di periodi “Stop & Go”: fasi di “rallentamento” a seguito di impennate inflazionistiche, seguite da fasi di “ripartenza” legate all’impulso fiscale dei governi che investono per sostenere le transizioni.

L’economia globale si trova attualmente in una di queste fasi di rallentamento. Sarà marcata – anche se non è ancora percepibile nei dati economici – tanto più che lo scenario si è recentemente deteriorato ulteriormente, sotto due aspetti. Da un lato, le conseguenze economiche del conflitto in Ucraina sono state amplificate da sanzioni sempre più forti e da un crescente rischio di escalation. In secondo luogo, le pressioni inflazionistiche si sono intensificate con l’aumento dei prezzi delle materie prime agricole, l’incremento della congestione portuale in tutto il mondo e le pressioni sul mercato del lavoro negli Stati Uniti, sempre più senza precedenti.
Di fronte a queste maggiori pressioni inflazionistiche, la sfida per le banche centrali è sempre più grande. Queste sono costrette ad accelerare la stretta monetaria. In particolare, la Fed non sarà in grado di ridurre il “surriscaldamento” dell’economia senza provocare un marcato rallentamento. Per questo motivo, abbiamo ulteriormente rivisto al ribasso le nostre previsioni di crescita, pur mantenendo la nostra “bilancia dei rischi” al ribasso . Allo stato attuale, ci aspettiamo una crescita del 2,5% nell’eurozona quest’anno e dell’1,5% l’anno prossimo; negli Stati Uniti ci aspettiamo rispettivamente il 2,2% e l’1,7% e in Cina il 5,0% e il 4,5%. Si prevede che l’inflazione rallenti ma rimanga forte. Prevediamo quindi che l’inflazione nell’Eurozona e negli Stati Uniti sarà del 7,0% nel 2022 e del 4,5% nel 2023.

 

2.Strategia di investimento: prudenza tattica e posizionamento strategico su asset a protezione dell’inflazione e strategie di rendimento

L’inasprimento monetario – in particolare la riduzione del bilancio della Fed – sta provocando un aumento dei tassi reali. Di conseguenza, osserviamo uno steepening della curva dei tassi (tratto lungo della curva). Nel breve termine, tuttavia, con la prospettiva di un rallentamento dell’economia, questa tendenza dovrebbe subire una pausa prima di riprendere. Il paradigma sta cambiando nei mercati obbligazionari: in un contesto di ripresa strutturale degli investimenti, i tassi di interesse “di equilibrio” dovrebbero aumentare.
Il nostro posizionamento sulle azioni è tatticamente cauto per tre motivi. In primo luogo, il rallentamento economico dovrebbe comportare un calo degli utili societari. Ciò si riflette già sui prezzi delle azioni, ma non ancora sul consensus degli analisti. È quindi probabile un adeguamento. In secondo luogo, finché l’inflazione e i tassi d’interesse non si saranno stabilizzati, è improbabile che le azioni registrino un forte rialzo. In effetti, il rapporto prezzo/utile tende a diminuire in periodi di inflazione elevata. Infine, il drenaggio di liquidità dal sistema finanziario provoca una ricostituzione del premio di liquidità che penalizza le attività rischiose.

In questo contesto di inflazione sostenuta e di riduzione delle aspettative di crescita, stiamo adeguando la nostra strategia d’investimento, prediligendo tre approcci di gestione:
In primo luogo, privilegiamo un dinamismo nell’allocazione tattica o le strategie Contrarian. Queste strategie ci consentono di essere meno sensibili ai dati macroeconomici e ai movimenti di mercato erratici e privi di un trend, sia nel mondo obbligazionario che in quello azionario.
In secondo luogo, privilegiamo gli asset a protezione dell’inflazione, tra cui le obbligazioni a bassa duration (meno sensibili alle variazioni dei tassi d’interesse), le obbligazioni indicizzate all’inflazione e gli asset reali. Nel mondo delle azioni, la diversificazione internazionale e le azioni value o sottovalutate sono da privilegiare in periodi di aumento dei tassi di interesse e di inflazione elevata.
Infine, ci concentriamo sulle strategie ad alto rendimento sia per le azioni che per le obbligazioni. I premi per il rischio di credito (spread) si sono notevolmente ampliati, creando numerose opportunità nell’universo obbligazionario.

 

[1] La “bilancia dei rischi” indica la direzione più probabile di un’eventuale revisione delle nostre previsioni di crescita. Pertanto, una bilancia dei rischi “al ribasso” significa che è più probabile rivedere le proiezioni di crescita al ribasso che al rialzo.

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