Volatilità in arrivo sui BTP lunghi, ma è un’opportunità da cogliere

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L’investitore istituzionale potrà approfittare di una fase di volatilità sullo spread di rendimento dei BTP. Lo dice Marco Ambrosioni intervistato da Plus-Il Sole 24 Ore

Lo scenario di rialzo dell’inflazione, di conseguente aumento dei tassi di interesse e di riduzione degli acquisti di titoli da parte delle banche centrali non è rassicurante per il mercato dei bond governativi, soprattutto per quelli a lungo termine e per quelli degli Stati membri più indebitati come l’Italia.

Emerge da un articolo pubblicato lo scorso 30 ottobre da Plus – Il Sole 24 Ore, che ha intervistato anche Marco Ambrosioni, multi asset portfolio manager di Groupama AM. Il quale, però, sottolinea che, per un investitore esperto, questa volatilità, che in ultima analisi interesserà lo spread di rendimento tra BTP e Bund, che nel frattempo si è già ristretto in conseguenza di un generale consenso nei confronti dell’Italia, potrebbe rappresentare un’interessante opportunità di investimento.

“L’investitore istituzionale potrà approfittare di una fase di volatilità sullo spread, che intravediamo per via dell’incertezza politica legata alla manovra di Governo e per una generale alea sui mercati finanziari. Per esempio, messaggi poco rassicuranti della Bce sull’uscita graduale dalla politica monetaria espansiva eccezionale si ripercuoterebbero soprattutto sui governativi periferici”, dice infatti Ambrosioni, che poi aggiunge: “La volatilità sui prezzi dei BTP, però, potrebbe essere l’occasione per rafforzare la nostra esposizione neutrale rispetto al benchmark, in vista di una ripresa dei consumi grazie al tasso di risparmio elevato, al rilancio degli investimenti, alle aspettative di riforme strutturali e alla maggiore credibilità internazionale. Ci vorrà prudenza sui titoli lunghi, con i tassi spinti da crescita e inflazione, mentre quelli più brevi rimarranno ancorati ai tassi Bce, che non stimiamo in rialzo fino a fine 2023”.

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